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Breve storia del linguaggio

Per studiare i nuovi linguaggi digitali, è fondamentale comprendere, prima, la natura del linguaggio stesso e analizzarne l’impatto sulle nostre vite. Solo a quel punto potremo individuare i legami che uniscono le persone al mondo digitale, per poi tentare di definire la lingua da loro utilizzata.

Come è nato e perché gli esseri umani hanno sentito il bisogno di ricorrere al linguaggio a un certo punto della loro evoluzione? Gli scienziati sembrano essere piuttosto concordi nell’affermare che i nostri antenati si servivano del linguaggio più di 100.000 anni fa. Sostengono che tale capacità abbia avuto un ruolo cruciale ai fini del processo di civilizzazione. La risposta alla domanda sull’origine del linguaggio sembra essere semplice: gli esseri umani erano alla ricerca di un metodo per comunicare in maniera efficace. Tale ipotesi è messa in discussione dalla frammentazione alla quale assistiamo oggi, con quasi 7000 lingue esistenti che, di certo, non favoriscono l’immediatezza della comunicazione. Contrariamente a quanto si possa credere, però, le nuove lingue non sono nate a causa delle migrazioni o della distanza fra le diverse popolazioni. Al contrario, la diversità linguistica è da imputarsi al tentativo di civiltà vicine fra loro di distinguersi le une dalle altre[1]. Ovviamente, non è possibile individuare con certezza un proto-linguaggio da cui abbiano avuto origine tutte le lingue moderne. Sappiamo, però, che è possibile raggruppare più lingue in famiglie linguistiche, rappresentate nell’immagine qui sotto.

Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b4/Human_Language_Families_%28wikicolors%29.png

Secondo alcune proiezioni entro il 2100 circa la metà delle lingue oggi utilizzate è destinata ad estinguersi[2] a causa di un processo di forte standardizzazione.

Per questa ragione, riteniamo importante elencare le lingue più parlate a mondo. Al primo posto troviamo il cinese mandarino, con 1,39 miliardi di parlanti; quindi la lingua hindi-urdu parlata da 588 milioni di persone. Al terzo posto troviamo l’inglese con 527 milioni di parlanti. Tuttavia, al fine di prevedere il “futuro” delle lingue è necessario dare uno sguardo a quelle più studiate: fra queste vi è senza dubbio l’inglese, con 1,5 miliardi di discenti in tutto il mondo, seguita dal francese (82 milioni) e dal cinese (30 milioni)[3]. L’evoluzione delle lingue nell’era di internet è ancora più veloce e semplice da analizzare.

Tutti sappiamo che internet è entrata parte integrante delle nostre vite personali e professionali. Ne è un ottimo esempio anche il comportamento linguistico che adottiamo sulla rete, di cui discuteremo anche nel capitolo successivo.

[1] O. Woźniak, Skąd się wzięły języki i po co nam ich tyle?, http://wyborcza.pl/7,75400,23344459,skad-sie-wziely-jezyki.html.

[2] http://thefad.pl/aktualnosci/unesco-prawie-polowa-jezykow-swiata-zagrozona-wymarciem/

[3] https://www.newsweek.pl/swiat/najpopularniejsze-jezyki-swiata-ktorego-jezyka-warto-sie-uczyc/weg04zj

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