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Pubblicità ingannevole

Il concetto di pubblicità ingannevole è molto complesso. Essa può essere ingannevole negli slogan o nelle immagini che propone, fornire informazioni false o ometterne delle altre. Di seguito mostriamo in che modo la pubblicità può fuorviare il consumatore.

Affermazioni fuorvianti

Fonte : https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d4/Glac%C3%A9au_vitaminwater.jpg

Le pubblicità possono essere ingannevoli per via delle affermazioni da loro diffuse. Un esempio piuttosto eclatante è quello della campagna per Vitamin Water (un prodotto Coca-Cola), pubblicizzata come bevanda salutare sebbene contenesse 31 grammi di zucchero a bottiglia. È stata intentata una class action che ha costretto Coca-Cola a cambiare il marchio e sborsare un risarcimento di 2,7 milioni $ nel 2015[1].

Le affermazioni presentate dalle pubblicità non sempre sono false, ma possono spingere il consumatore ad attribuire al prodotto determinate caratteristiche che non sempre corrispondono a verità. Le imprese riescono a innescare questo meccanismo servendosi di vari stratagemmi, fra cui alcune frasi ricorrenti, che probabilmente avrai già sentito.

Di seguito presentiamo alcune frasi:

  • “scientificamente formulata!”
    Si tratta di un’espressione molto rassicurante, capace di comunicare una certa affidabilità del prodotto. La troviamo di solito riportata sulle confezioni di cosmetici o integratori alimentari. Tuttavia, se ci fermassimo a riflettere capiremmo che non ha alcun significato. È molto diversa da “scientificamente testata”, una dicitura che sottolinea come l’efficacia del prodotto sia stata testata mediante degli esperimenti di laboratorio. L’espressione “formulata scientificamente” implica solo che la produzione è avvenuta in laboratorio, mescolando ingredienti/prodotti chimici che non sempre sono sinonimo di qualità.
  • “Affrettatati. Le scorte stanno per terminare”
    Come le espressioni “edizione limitata”, “fino ad esaurimento scorte”, questo slogan gioca sulla cosiddetta FOMO (fear of missing out), la paura di non riuscire a vivere un’esperienza/acquistare un prodotto, per spingere il consumatore a comprare un prodotto esclusivo che non potranno mai più avere o acquistare a quel prezzo. Tuttavia, queste affermazioni sono fuorvianti dal momento che fanno intendere che la merce potrà essere acquistata da alcuni fortunati consumatori e che le scorte finiranno presto, mentre spesso non è così.
  • “Aiuta a…”
    Un’altra frase ricorrente spesso utilizzata per pubblicizzare prodotti per aumentare la massa muscolare o perdere peso. Di solito abbinata alla dicitura “se abbinata a una dieta bilanciata e all’esercizio fisico”. L’inganno sta nel fatto che induce il consumatore a credere che il prodotto possa contribuire a fargli perdere peso o a raggiungere un altro obiettivo improbabile, senza specificare in che modo.
  • “Fino al X% di sconto”
    Uno delle forme più comuni di pubblicità ingannevoli! L’espressione “Fino al 70% di sconto” induce automaticamente il consumatore a pensare che sulla maggior parte dei prodotti sarà applicato il 70% di sconto, anche se non è così. La dicitura “Fino al 70% di sconto” indica che sarà applicata una percentuale di sconto che varia dallo 0% al 70%. È utilizzata per attrarre i consumatori e farli entrare in negozio o sul sito, solo per poi scoprire che gli articoli sui quali viene applicata la percentuale più alta di sconto sono pochissimi e, probabilmente, i meno interessanti.
  • “Progettato per…”
    Una frase ad effetto che non ha un vero e proprio significato. Se una sedia è stata progettata per ridurre il mal di schiena, non significa che lo farà davvero. Se una pillola è stata progettata per far crescere i tuoi capelli folti e brillanti, non vuol dire che risponderà alle promesse.  “Progettato per” è una frase accattivante che induce i consumatori a fidarsi del prodotto.

Tutte queste affermazioni ingannevoli sono pensate per indurre i consumatori ad attribuire determinate caratteristiche al prodotto, senza però sostenere il falso. In quel caso, infatti, le aziende potrebbero incorrere in delle pesanti sanzioni da parte del garante dei consumatori.

Immagini ingannevoli

Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/McDonald%27s_Israel#/media/File:Big_America_McDonalds_Israel.jpg

I consumatori possono anche attribuire dei pregi a un prodotto per via delle immagini promozionali. Un esempio piuttosto classico è quello del cibo: hai mai fatto caso alle immagini delle pietanze sul menu di un fast food? Ti è mai capitato di sentire l’acquolina in bocca, per poi scoprire che il cibo servito nello stesso fast food è molto meno appetitoso? I pubblicitari dedicano molto tempo, denaro e attenzione alla creazione di immagini perfette del prodotto, inducendo i consumatori a credere che il prodotto che desiderano ordinare sarà gustoso quanto quello pubblicizzato, che la piscina gonfiabile che hanno acquistato sarà grande tanto quanto quella dell’immagine riportata sulla confezione; che la stanza dell’hotel che hanno prenotato sarà grande e spaziosa come quella sponsorizzata sul sito. Sfortunatamente non sempre è così, per fotografare cibi e pietanze i pubblicitari si servono di altri oggetti, come la schiuma da barba per imitare la consistenza della panna montata o del cartone per rendere più voluminosi gli hamburger.

[1] https://www.reuters.com/article/coca-cola-vitaminwater-settlement/coke-to-change-vitaminwater-labels-to-settle-u-s-consumer-lawsuit-idUSL1N1211HX20151001

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